Franco Di Mare, giornalista, scrittore e conduttore televisivo, ha un tumore, un tumore molto raro e cattivo: il mesotelioma. Si tratta di un tumore che colpisce gli organi interni, a causa dell’esposizione alle polveri dell’amianto (insieme di minerali reputati pericolosi dal 1930 e poi vietato in Italia dal 1992).
Cosa ha detto Franco Di Mare a Che Tempo Che Fa il 28 aprile 2024
Temo che vediate traccia di qualcosa, questo tubicino che mi corre sul viso è legato a un respiratore automatico che mi permette di respirare in modo forzato ma mi permette di essere qui. Io mi son preso un mesotelioma, un tumore molto cattivo. Si prende perché si respirano particelle di amianto senza rendersene conto […] Ha un tempo di conservazione lunghissima, può restare in attesa fino a 30 anni e quando si manifesta, ahimè, in genere è troppo tardi.
Le cause del tumore di Franco Di Mare
Mi resta poco da vivere, quanto non lo so […] Oggi ci si cura e spesso si guarisce. Da questo no. Non se ne va, al massimo lo puoi rallentare, ma resta lì ed è uno dei più cattivi. Non potevo saperlo, ma avevo respirato la morte. Con questo non finiscono le speranze, le speranze ci sono ancora, la ricerca va avanti. Voi avete Burioni che qualche settimana fa ospitò un grande della ricerca, Paolo Ascierto, proprio intorno ai temi dell’immunoterapia, che presentò il vaccino per una malattia correlata al cancro. Non è vero che domani non ci siano possibilità, al momento no. Stasera sono qui a festeggiare l’idea che esista una soluzione che ancora non si è scoperta ma che probabilmente verrà scoperta. Non bisogna buttarsi giù, lo dico agli ammalati di questo stesso tumore che ho io, che si può andare avanti con ragionevoli speranze che ci sia una soluzione e che non sia così lontana.
Il rapporto con i dirigenti Rai
Tutta la Rai, tutti i gruppi dirigenti, non quello attuale, ma quello precedente, quello precedente ancora. Posso capire che esistano delle ragioni di ordine sindacale, legale, ma io chiedevo alla Rai lo stato di servizio che è un mio diritto, i posti in cui sono stato, così potevo provare a chiedere alle associazioni di categoria cosa fare. Sono spariti tutti […] Quello che capisco meno è l’assenza sul piano umano. Persone a cui parlavo dando del tu, perché ero un dirigente Rai, sono sparite, si sono negate al telefono, a me. Come se fossi un questuante. Io davanti a un atteggiamento del genere trovo un solo aggettivo: ripugnante.
La speranza è l’ultima a morire
Non è ancora tardi, non è ancora finita. Come diceva Boškov, la partita finisce quando l’arbitro fischia e il mio arbitro non ha fischiato ancora.
Noi facciamo i nostri migliori auguri a Franco Di Mare.










